Il LAVORO D’ATTORE. NOTE DI PRESENTAZIONE di Fabrizio Deriu
Il grande regista e scenografo Edward Gordon Craig diceva che è preferibile vedere uno spettacolo di tigri che combattono contro leoni piuttosto che osservare un essere umano che finge di essere altro da sé, intento a combattere col proprio corpo e la propria anima.
Ma tale assurdità ha una specifica funzione sociale: quella sorta di sacrificio pubblico che l’attore compie nel proporsi come un oggetto di osservazione a quei soggetti che sono gli spettatori ha senso per una collettività che da questo “snaturamento” trae un insegnamento, un’utilità, una conoscenza, una migliore consapevolezza di sé.
Vale la pena, dunque, prestare di tanto in tanto attenzione agli attori, alle loro persone e al singolare mestiere cui si sono dedicati, approfittando delle rare occasioni che capitano per interrogarli, per farli parlare. Con la speranza di arrivare a comprendere meglio cos’è un attore; perché hanno scelto questa professione; qual è la loro idea del mestiere e dell’arte; quali sono stati i loro “maestri” e i loro idoli; quale pensano sia il ruolo e la “missione” dell’attore nella società attuale.
Per chiedere loro cose che spesso non si capiscono col semplice seguire le vicende dei personaggi cui prestano il volto, sulla scena o sullo schermo: il problema della “scuola”, della tecnica, della costruzione del personaggio, della preparazione e dell’improvvisazione; il problema del rapporto con il pubblico (quando c’è, come in teatro; o magari il disagio di quando non c’è, come nelle riprese che serviranno per montare il film); il rapporto con i registi, oppure quello che li lega o li allontana dai grandi attori del passato; e molto altro ancora.
Gian Maria Volonté non ha fondato una scuola, né ha direttamente istruito “allievi” (come accadeva invece nella tradizione del grande attore italiano del diciannovesimo secolo), ma certamente è una figura di riferimento, un modello col quale numerosi attori ed attrici di varie generazioni si confrontano.
Ad alcuni è capitata la ventura di lavorare con lui, altri lo hanno incontrato e conosciuto solo attraverso i film. Averli con noi in questa manifestazione costituisce un’occasione stimolante per gettare uno sguardo, allo stesso tempo curioso e attento, nel mondo singolare e affascinante dell’attore.
Fabrizio Deriu
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